Come affrontare lo smart working?

Dopo il Coronavirus più smart working per tutti?

Da quando è iniziata l’emergenza Coronavirus si è fatto un gran parlare di smart working, che non a caso è divenuto anche uno dei termini più “googlati”.

Sono molti i lavoratori che a causa delle restrizioni imposte per contenere il contagio da Covid-19 sono stati invitati dalle proprie aziende a lavorare da casa, e sono relativamente pochi quelli che avevano già sperimentato questa modalità lavorativa. Come dimostrano i dati di Google Trend, che segnalano un’impennata delle ricerche del termine “smart working”, molte persone fino a qualche settimana fa non conoscevano neppure il significato di quest’espressione. Ma parlare di smart working in questa situazione d’emergenza è fuorviante: questo modus operandi, regolamentato per legge, presenta una serie di caratteristiche, quelle che consentono appunto di definirlo “smart”, che al momento non possono venire applicate. Con il rischio che la persone si disaffezionino al concetto prima ancora di aver provato davvero cosa significa quello che in italiano potremmo tradurre come “lavoro agile”, che invece è realtà da tempo in alcune aziende e praticato con soddisfazione da un numero sempre crescente di persone.

“Nel caso contingente meglio sarebbe parlare di lavoro da remoto, perché in quest’emergenza vengono a cadere alcune delle caratteristiche che consentono di definire “smart” questa modalità lavorativa, a partire dalla sua attivazione, che per le aziende che già la praticavano, come la nostra, viene decisa in base alle esigenze delle singole persone”, spiega Oriana Cok, amministratrice delegata di Gruppo Pragma

“Lo smart working per noi di Gruppo Pragma è un modo per favorire il benessere dei lavoratori, perché un dipendente che è contento del proprio lavoro è un vantaggio per l’azienda”. In questo periodo ovviamente questo presupposto del “lavoro smart” è venuto a cadere, così come l’assenza di vincoli di spazio e di tempo nello svolgimento della propria attività.

In questo periodo, con asili e scuole chiuse e il divieto di uscire di casa se non per comprovate necessità, lavorare da remoto è più complesso, come è più complessa la gestione quotidiana delle relazioni familiari in una casa da condividere 24 ore su 24 con figli, partner e magari anche parenti vari, che hanno una routine completamente diversa dalla nostra. Diventa cruciale trovare modi per conciliare ritmi e necessità diverse, ma anche banalmente per far capire ai propri familiari che quando si sta lavorando davanti al computer sarebbe meglio non essere interrotti continuamente: bisogna parlare molto e condividere con loro anche la propria vita lavorativa, in modo da aiutarli a comprendere le nostre esigenze”.

Per quanto un discreto numero di vantaggi dello smart working vadano persi nel lavoro da remoto che siamo chiamati a portare avanti in questo periodo, sicuramente da un lato possiamo imparare una serie di regole utili per gestire la nostra attività al meglio, dall’altro chi non ha mai provato a lavorare da un posto diverso rispetto alla sede aziendale potrebbe scoprire gli aspetti positivi di questa diversa modalità di lavoro.

Di certo stiamo vivendo tutti un’esperienza inedita e dirompente, che se debitamente consapevolizzata ci trasformerà: quando tutto questo sarà finito molto probabilmente non saremo più come prima.

“Questa situazione difficilissima, che crea preoccupazione e incrementa il senso di solitudine di chi è costretto a casa, fa emergere però alcuni aspetti che potrebbero essere trasformati in punti di forza — sottolinea l’amministratrice delegata del Gruppo Pragma -. Innanzitutto si tratta di una situazione condivisa, che proprio per questo unisce: stiamo vivendo insieme questo momento e per superarlo al meglio dobbiamo aiutarci reciprocamente a non sentirci soli. L’emergenza chiama in causa il tema della solidarietà ed evidenzia la grande forza delle tecnologie che abbiamo a disposizione: il digitale ci sta aiutando tantissimo a combattere l’isolamento, facendoci avvicinare in modo travolgente. Credo che chiunque di noi in questo momento potrebbe dire che il digitale ci sta migliorando di molto la vita”.

E poi c’è il tema del lavoro da remoto. Per chi a causa di quest’emergenza ha sperimentato per la prima volta il lavoro da remoto si è aperto un nuovo mondo, con una nuova consapevolezza: non esiste un solo modo di lavorare e i pro del lavoro da remoto possono aumentare ancora con l’applicazione dello smart working.

La digitalizzazione ci aiuta a migliorare non solo la nostra vita relazionale ma anche quella lavorativa, rendendola più “smart” — flessibile e adattabile alle nostre esigenze — e facendoci diventare persone migliori, perché il lavoro non scandito dai tempi ma tarato su obiettivi e risultati ci responsabilizza e stimola la nostra capacità di darci delle regole. Siamo noi che decidiamo gli orari in cui preferiamo operare e le modalità di lavoro, fin dal momento in cui ci alziamo dal letto al mattino.

Questa crisi potrebbe diventare un’opportunità, per le aziende così come per i singoli, per un cambio di paradigma: una volta rientrata l’emergenza lo smart working, quello vero, potrà essere applicato in maniera massiva, non soltanto dalle grandi aziende ma anche dalle piccole medie imprese che costituiscono la maggioranza del nostro tessuto produttivo. Con vantaggi per il benessere delle persone, ma anche per l’ambiente, una delle grandi criticità per il futuro nostro e del nostro pianeta.

Nel frattempo, per affrontare al meglio questi giorni convulsi e prepararci al futuro, conviene fare tesoro di tutta una serie di conoscenze che chi pratica lo smart working da tempo possiede. Perciò Gruppo Pragma mette a disposizione il proprio know how alle imprese che vogliono non soltanto gestire al meglio questo periodo emergenziale, ma anche essere parte di questa grande trasformazione del mondo del lavoro. Attraverso il proprio blog e i canali social, offriremo una serie di contributi, riflessioni e storie, aziendali e personali, su questo tema.

Nel prossimo articolo vi forniremo per esempio alcuni suggerimenti e consigli per lavorare al meglio in questa situazione che ci vede bloccati nelle nostre case, per raccontarvi anche come stiamo aiutando i nostri clienti nella gestione dell’emergenza. Stay tuned!

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